Oggi eravamo in barca per un normale turno, quando alcune persone dalle sponde ci hanno segnalato un piccione in difficoltà. Era immobile, stremato, riusciva a tenere fuori dall’acqua solo la testa. Ci siamo avvicinati lentamente con la barca e lo abbiamo portato a riva. Non ha nemmeno provato a opporre resistenza: era esausto e aveva solo bisogno di scaldarsi e riprendere fiato. Avvolto in una felpa, è rimasto immobile per un po’, finché finalmente ha ricominciato a muoversi.
Al nostro ritorno era ancora lì, in piedi, confuso ma asciutto e al sicuro.
Prendersi cura di un luogo significa prendersi cura anche di chi lo abita: quando scegli di agire, qualcosa inizia a cambiare.
Probabilmente non abbiamo cambiato il destino di quel piccione, ma almeno oggi, per qualche momento, lo abbiamo fatto sentire al sicuro. Per un istante ha conosciuto la gentilezza.
L’indifferenza che spesso riserviamo ai piccioni è la stessa con cui ci abituiamo al degrado delle nostre città. Entrambi diventano parte dello sfondo, qualcosa a cui ci abituiamo senza farci più caso.
Non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo scegliere di non restare indifferenti.
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