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angelideinavigli

I Navigli sono l’anima di Milano.
Noi ce ne prendiamo cura.
+1.000 biciclette recuperate!
+350 monopattini
+100 carrelli

Attenzione, quello che stai per vedere è roba fort Attenzione, quello che stai per vedere è roba forte.

Questa è la Milano che vogliamo raccontare.
I Navigli come vorremmo che li vivessero tutti: in maniera sana.
Loro sono le ragazze oncologiche che si allenano con la Canottieri San Cristoforo, ieri.

Il Naviglio Grande ha sfoggiato la luce migliore per queste ospiti così speciali.
Che non sono andate a fondo durante la tempesta. 
Queste ragazze sono forza pura che galleggia.

E noi, come Angeli dei Navigli, vogliamo raccontarvi la loro storia
Buon compleanno, Naviglio Piccolo! 1 Luglio 1457 Buon compleanno, Naviglio Piccolo!

1 Luglio 1457 inizio dei lavori di costruzione 
In questo video vi facciamo vedere tratto dalla trasmissione Sbarco in Lombardia di Telenova il suo tratto più spettacolare

Il 1 luglio 1457 nasceva il sogno della Martesana: un filo d’acqua destinato a unire terre, persone e storie.

Da allora il Naviglio Martesana, detto Piccolo, scorre lento, custode silenzioso di una memoria “nascosta” di Milano, tra riflessi, ponti e antichi racconti.

Noi Angeli dei Navigli gli facciamo gli auguri: che possa continuare a vivere, amato e protetto, come un dono

prezioso della nostra città.

Auguri, caro Naviglio della Martesana.
Continua a portarci bellezza.

Un altro tratto magnifico a Vaprio
Come facciamo a fare innamorare i più giovani, ed Come facciamo a fare innamorare i più giovani, ed anche i più grandi, dei Navigli?!?

Facendoli conoscere alle scolaresche
Andando a parlare in classe
Portando gli studenti sulle barche della @canottierisancristoforo 
Pulendo le sponde e i fondali
Andando in TV a raccontarne la storia 

Ogni goccia é mare…
Facciamo una sfida: quale “Naviglio Grande” vi con Facciamo una sfida: quale “Naviglio Grande” vi conquista di più?

Due atmosfere completamente diverse. Un solo vincitore.

Inverno: tramonto dai toni freddi, azzurrati e pieni di magia.
Estate: cielo infuocato, colori caldi e un tramonto spettacolare.

Le regole sono semplicissime:
❤️ Metti un CUORE se voti la foto invernale.
Commenta se preferisci il tramonto estivo.

Vediamo chi vince! Niente mezze misure… scegliete il vostro preferito!
Ecco una proposta con un tono evocativo e coinvolg Ecco una proposta con un tono evocativo e coinvolgente per un Reel:

I Navigli non sono solo un luogo da vivere: possono diventare un incredibile palcoscenico per l’arte e la cultura.
In questo video, Matteo Curatella trasforma un Dragon Boat della Canottieri San Cristoforo in un teatro galleggiante, facendo risuonare la sua fisarmonica tra le acque del Naviglio, mentre il pubblico ascolta, rapito, l’incredibile storia della foca Barbisa.
Un momento sospeso nel tempo, in cui musica, narrazione e paesaggio si fondono in un’esperienza unica.
I Navigli sono un un cuore pulsante di Milano anche per la cultura, capaci di emozionare e sorprendere.
Voi lo capite vero?!? Voi lo capite vero?!?
Cento anni fa, da Milano, partì una barca diretta Cento anni fa, da Milano, partì una barca diretta in Africa.
Sembra incredibile, ma il 27 giugno 1926 la Darsena salutò il battello Pio XI.
Una storia quasi dimenticata che parte dai Navigli e arriva fino al cuore dell’Africa.

Il Pio XI era destinato ai Padri Comboniani per le missioni lungo il Nilo Bianco.
Per raggiungere Milano risalì il Po, il Ticino e il Naviglio Pavese: una vera imbarcazione arrivò fino alla Darsena.

Il viaggio non fu semplice.
Per passare sotto alcuni ponti fu necessario intervenire sulla struttura del battello e, alla Conchetta, decine di milanesi salirono a bordo, abbassando lo scafo dei pochi centimetri necessari per superare il ponte.

Il 27 giugno 1926 la Darsena era piena di persone.
Dopo la benedizione, il battello ripartì verso Venezia per iniziare il suo viaggio più lungo: quello verso l’Africa.

Attraversò il Canale di Suez e raggiunse il Sudan.
Sul Nilo Bianco servì le missioni dei Padri Comboniani, trasportando missionari, viveri, medicinali e materiali.
Una barca partita dalla Darsena di Milano arrivò fino al Nilo Bianco.
Oggi, a cento anni di distanza, questa storia ci ricorda una Milano con un porto, i Navigli navigabili e uno sguardo capace di arrivare lontano.
Se queste storie meritano di essere ricordate, condividile.
Marzo 1979 È stata l’ultima volta che un’imbarcaz Marzo 1979

È stata l’ultima volta che un’imbarcazione di questo tonnellaggio è arrivata in Darsena usando solo la forza della corrente, guidata interamente a mano dai barcaioli.
Fino ad oggi:

La storia si è ripetuta.
1.065 biciclette Ma anche centinaia di monopattini 1.065 biciclette
Ma anche centinaia di monopattini, decine di carrelli della spesa e pneumatici.
Abbiano salvato anche un po’ di paperottoli, qualche piccione, un paio di pesci incastrati in sacchetti di plastica.
Insomma abbiamo fatto così tante cose che, alla fine, ci hanno dedicato perfino una canzone.
La trovate su Spotify 
“Angeli dei Navigli” di Luca Wave (lo trovate su Spotify)

Grazie @luca.bisceglia.ph  per questa incartata colonna sonora!
Ti sei mai chiesto come si chiama davvero? Navigl Ti sei mai chiesto come si chiama davvero?

Naviglio Grande?
Alzaia Naviglio Grande?
Via Alzaia Naviglio Grande?
Oppure addirittura Strada Alzaia Naviglio Grande?

La maggior parte delle persone… sbaglia!!!
E c’è un dettaglio che quasi nessuno nota: 
lungo il Naviglio esistono ancora i solchi scavati da corde che trainavano i barconi controcorrente secoli fa.
Tracce che sono proprio davanti agli occhi di tutti.
Guarda il video e scopri cosa lega questo incredibile segno del passato al nome “Alzaia”.

E tu, li avevi mai visti?
Prima di indignarci per questi netturbini parigini Prima di indignarci per questi netturbini parigini ricordiamoci che senza gli incivili questo problema non esisterebbe. 
Però, diciamo che trasformare il fiume in un cestino alternativo non sembra esattamente la soluzione migliore. Dopo aver visto questo video, AMSA la guardiamo con ancora più rispetto!

Strano destino quello delle acque: 
un tempo erano “sacre”, ora sono “sacrificabili” !!!
Ciò che ci rende uguali è essere diversi. Tante s Ciò che ci rende uguali è essere diversi.

Tante storie, tanti percorsi, tanti modi di “essere fragili”

Quando impariamo a conoscere,e ad accogliere, le differenze degli altri, impariamo anche a conoscere meglio noi stessi.

Come se scoprire che le differenze non ci dividono, ma ci uniscono, ci permettesse di diventare più forti. Tutti. E insieme.

Il progetto degli amici di @blue_dragon_milano  fa salire sulla stessa barca persone con varie fragilità regalando crescita e spensieratezza ed é reso possibile da @canottierisancristoforo  e da @ideabili_ssd
21 giugno 1431 Il Po, nel Medioevo, poteva decid 21 giugno 1431 

Il Po, nel Medioevo, poteva decidere le sorti delle grandi potenze.
Nel 1431 Venezia, la regina dei mari, lanciò una spedizione con una potente flotta e l’esercito guidato da Francesco Bussone, detto il Carmagnola, per conquistare Cremona.
A difendere il Ducato di Milano c’erano Francesco Sforza, Niccolò Piccinino e il comandante navale Pasino degli Eustachi.
La prima fase sembrò favorire Venezia: cinque navi milanesi furono isolate e catturate. Ma nella notte Milano cambiò strategia e preparò un attacco a sorpresa all’alba.
Il 22 giugno, dopo dodici ore di combattimento, il risultato si capovolse: la flotta veneziana fu sconfitta, molte navi vennero catturate e l’intera campagna subì un colpo durissimo.
La storia ha anche un lato ironico: la Marina più forte del Mediterraneo arrivò sul Po convinta di dominare lo scontro… e finì battuta da una flotta nata tra città che non hanno nemmeno un mare davanti casa.
Il Po ricordò a Venezia che non sempre chi ha più acqua davanti ha più esperienza sull’acqua.
La leggenda racconta che, tornando vittoriosi a Pavia, i milanesi decorarono le navi con bandiere e insegne veneziane catturate. Da qui sarebbe nato il termine “Gran Pavese”, l’usanza di addobbare le navi nelle grandi celebrazioni.
Storia o leggenda? Forse entrambe. Ma ancora oggi quella vittoria resta uno dei più affascinanti “ribaltamenti” della storia navale medievale italiana.
Li abbiamo fatti pagaiare. Li abbiamo fatti naviga Li abbiamo fatti pagaiare.
Li abbiamo fatti navigare.
Li abbiamo fatti cantare.
Abbiamo fatto di tutto per accendere nei loro occhi una scintilla d’amore per i Navigli e per Milano.
Perché a cinque anni i luoghi si insegnano attraverso le emozioni ed i ricordi. 
Oggi li abbiamo fatti divertire e, senza che se ne accorgessero, li abbiamo resi dei futuri cittadini-modello.
In questi giorni il web applaude i tifosi giappone In questi giorni il web applaude i tifosi giapponesi che, finita la partita, restano sugli spalti a pulire lo stadio.
A Milano, i tifosi dell’Olimpia Basket hanno organizzato, coordinati dai Milano Brothers, i festeggiamenti per il 32° scudetto dell’Olimpia in Darsena. 
Finiti cori, bandiere e festeggiamenti, decine di tifosi si sono organizzati per ripulire completamente la Darsena, lasciandola esattamente come l’avevano trovata.
Perché amare la propria squadra è bellissimo.
Rispettare anche la propria città lo è ancora di più.

Milano festeggia da campione. Dentro e fuori dal campo.
Vincere è bello.
Lasciare la città migliore di come l’hai trovata è da campioni.
Un piccolo intervento, una grande emozione. Come Un piccolo intervento, una grande emozione. 

Come Angeli dei Navigli siamo intervenuti per aiutare alcuni piccoli di papera rimasti intrappolati vicino ai binari, separati dalla loro mamma che li aspettava disperata nelle acque del Naviglio Grande.
Con calma, sangue freddo e l’aiuto di un retino siamo riusciti a recuperarli in sicurezza e a riportarli dalla loro mamma. 
Pochi minuti che hanno fatto la differenza.
Perché bisogna aiutare tutti ma proprio tutto, anche chi ha le piume!
Abbiamo visto questo ragazzo cercare il suo telefo Abbiamo visto questo ragazzo cercare il suo telefono per due giorni lungo il Naviglio.
Non era solo il telefono, e la sim,  nella cover c’erano soldi, documenti e carte di credito. Per lui, perderlo significava una serie di complicazioni notevoli.

Quando lo ha visto ha prima gridato di gioia ma dopo vari tentativi le sue grida sono diventate di disperazione perché la corrente era troppo forte e sentiva la frustrazione di averlo trovato ma di non riuscire a recuperarlo. 
Abbiamo estratto dal fiume biciclette, monopattini, pneumatici, carrelli della spesa e perfino televisori:
Potevamo davvero tirarci indietro davanti al suo grido di aiuto?
Guardate come era felice Gianni quando gli abbiamo restituito il suo cellulare…
E voi cosa avreste fatto?!?
Quale è il rifiuto maggiormente abbandonato nell’a Quale è il rifiuto maggiormente abbandonato nell’ambiente?
Si stima che in Italia, ogni  giorno, vengano abbandonati circa 100 milioni di mozziconi al giorno.
Un numero pazzesco!
Immaginare che la statistica dice che nel mondo ogni giorno il numero dei mozziconi “non gestiti correttamente” raggiunga la cifra mostruosa di 10 miliardi al giorno!!!

Grazie a #Davines
Spesso vi facciamo vedere PERCHÉ difendiamo i Navi Spesso vi facciamo vedere PERCHÉ difendiamo i Navigli
In questo video lo spieghiamo a parole!
Ci sono pomeriggi che ricordano a tutti noi quanto Ci sono pomeriggi che ricordano a tutti noi quanto sia semplice stare bene insieme.
Da una parte famiglie di ragazzi con fragilità cognitive, dall’altra un gruppo di donne operate al seno che da anni trasformano ogni pagaiata in un gesto di forza, rinascita e condivisione.
In mezzo, il Naviglio, una barca e tante risate.
Solo persone che si incontrano con la voglia di vivere un’esperienza speciale.
E la cosa più bella è che non si tratta di un momento unico: questo incontro si rinnova ogni sabato pomeriggio, diventando settimana dopo settimana un’occasione di amicizia, inclusione e crescita reciproca.
Perché quando si crea spazio per l’incontro, succede qualcosa di bello.

E si scopre che insieme si può.

Il progetto @blue_dragon_milano  è sostenuto da @canottierisancristoforo
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